15 Ottobre 2016

Matteo Carta

matteo2“Molto esuberante e con un certo grado di aggressività. Incostante nell’accettare le indicazioni
delle educatrici”.
Fin dagli anni del nido Matteo ci tiene a mostrare il lato più tenero di sé. Irrequieto, iper attivo, con poca voglia di seguire, vivace ed incapace di restare per più di cinque minuti seduto su una sedia, era proprio il tipico esempio di bambino che tutti i genitori non vorrebbero mai avere.
Matteo nasce a Roma il 12 settembre 1983 da madre sarta e padre pasticcere. E’ proprio grazie al padre, vecchio predicatore Jazz, che si avvicina alla musica. Ascolta infatti ogni giorno, fin da piccolo, i vari dischi che il suo vecchio custodisce gelosamente. Tra un disco ascoltato ed uno canticchiato, un altro veniva immancabilmente rotto dalle manine delicate di Matteo, che tamburellando di qua e sbattendo di la, proprio non riusciva a tenere ferme…

All’età di 6 anni esprime il desiderio di suonare la chitarra. Il padre decide così di portarlo alla scuola di musica vicino casa, a via Tarsia, ma entrando per la prima volta Matteo incontra Lei. Brillante e aggressiva, diversa e spigolosa, sembra fatta proprio per lui…“Papà voglio suonare la batteria!”.

Il tempo di mettere due soldi da parte, papà Gianfranco compra la prima batteria.
La scuola di musica che Matteo frequenta all’età di 7 anni è a via Casalotti. La sua insegnante Valentina, nipote di Tullio de Piscopo, gli insegna a suonare ad orecchio. Col passare del tempo però questo “andamento lento” era diventato ormai un po’ troppo lento per i ritmi di Matteo.

Bambino prodigio, inizia a superare le doti dell’insegnante.
Così, arrivati ad un certo livello, papà Gianfranco capisce che è giunta l’ora di fare sul serio!
Matteo cambia scuola, questa volta a via del Forte Bravetta, e ad 8 anni incontra il maestro Franco. Insegnante di grande passione e talento, Franco gli insegna davvero come si suona.
Grazie a lui Matteo inizia a riconoscere le note, a leggere e a scrivere la musica sui testi.
Cresce e crescendo diventa sempre più bravo. A 12 anni fa parte della banda di Anguillara suonando il rullante, partecipa a vari tipi di eventi ed inizia a suonare con ragazzi molto più grandi di lui nei saggi di fine anno della scuola, in cui rimane fino ai 13 anni.

Matteo a 14 anni suona in modo divino. Seduto dietro la batteria è un allievo costante e giudizioso, preparato e attento, ma dietro il banco di scuola la musica cambia, e in peggio.
Bocciato in terza media, lo studio dell’italiano e della matematica non sono proprio il suo forte.
Disobbediente e spesso impreparato, le professoresse con lui perdono le speranze e pure le staffe. Allontanato più volte da scuola, Matteo capisce che nella sua vita c’è spazio solo per la musica.

A 15 anni, dopo aver sostenuto con successo l’esame di ammissione, inizia a studiare al Conservatorio di Santa Cecilia, ed è subito amore.
Da quel giorno Matteo si esercita con dedizione, impegno ed immenso successo.
Tuttavia non tutti sono felici di questa sua grande passione, in particolare non lo sono affatto i condomini del suo palazzo. Papà Gianfranco capisce che il troppo fracasso provocato dalla batteria del figlio sta decisamente facendo vacillare gli equilibri psicologici nel quartiere. Lo si evince in modo chiaro dall’occhio battente e furioso del vicino che incontra abitualmente sotto casa e che nel tratto “portone-secchio dell’immondizia” lancia sguardi di odio e disprezzo.

Decide così di costruire per il figlio ormai odiato da tutti, una piccola casetta in giardino in cui suonare senza recare troppo fastidio.

Tutti conoscono quel ragazzo di Ottavia, tutti ne parlano, tutti riconoscono quel ritmo forte e deciso…Talmente forte da raggiungere le orecchie di Andrea Izzo, che decide un giorno di andare a fargli visita proponendogli di entrare, come batterista, a far parte della sua band “Sole e Giallo Blues”.

Da quel giorno inizia la loro collaborazione. Composta inizialmente da Andrea Izzo, Alessandro D., Simone Iannacci (per gli amici Pelo) e Sara Piergentili, Matteo entra a far parte della band all’età di 17 anni.

Anche nel gruppo Matteo non si smentisce. Considerato l’indisciplinato del gruppo infatti non rispetta quasi mai gli orari, il suo abbigliamento ed i suoi modi stravaganti mettono spesso a dura prova la pazienza dei suoi colleghi, ma, nonostante le numerose tirate d’orecchio, insieme i Sole e Giallo blues suonano ovunque, su ogni tipo di palcoscenico e ad ogni tipo di evento.

Con passione e talento, ironia e dedizione portano avanti il loro grande sogno ed ancora oggi condividono insieme la loro più grande passione, la Musica.